Il cavallo nel simbolismo e nella mitologia

24/07/2007

Nell’immaginario umano, il cavallo evoca libertà e bellezza ma non è stato sempre così. Nel corso dei secoli, la simbologia..

Nell’immaginario umano, il cavallo evoca libertà e bellezza ma non è stato sempre così. Nel corso dei secoli, la simbologia correlata al cavallo ha risentito dei diversi momenti storici e del pensiero culturale dominante, tanto da attribuirgli più volte un aspetto duplice che metteva in risalto, contemporaneamente, i caratteri positivi e negativi dell´animale.Se in epoca arcaica il cavallo è stato associato al regno dei morti e come tale sacrificato ai defunti, successivamente il cavallo fu associato alla divinità Sole: il cavallo, infatti, era l’animale da tiro che trainava il "carro del cielo" condotto da Apollo, Mitra ed Elia.Poseidone, dio del mare e delle acque, era anche il protettore dei cavalli e come tale venerato presso i Greci. In molte opere d’arte, anche moderne, Poseidone è raffigurato mentre guida carri trainati da ippocampi, ovvero animali in parte cavalli e in parti pesci.Molte favole dell´antichità raccontano le gesta di cavalli alati. Il più noto è sicuramente Pegaso, nato dal collo di Medusa, a cui Perseo aveva tagliato la testa. Bellerofonte addomesticò questo animale facendo uso delle briglie avute in dono da Atena. Grazie a Pegaso, Bellorofonte riuscì a vincere Chimera. Il mito racconta che con un colpo di zoccolo Pegaso fece scaturire la sorgente Ippocrene da Elicona, il monte delle Muse. Zeus, adirato contro Bellerofonte, inviò un insetto, il quale punse Pegaso facendo cadere nel vuoto il suo cavaliere. Pegaso ritornò allora nel cielo, diventando una costellazione. Nel simbolismo, il cavallo alato unisce la vitalità e l´energia dell’animale con la capacità di svincolarsi dalla terra e dalla realtà materiale. Un simbolo non sempre positivo è il centauro, il mitico essere con il corpo di cavallo e busto umano, forse derivato dal primitivo terrore che suscitarono tra le popolazioni le invasioni di stranieri che utilizzavano i cavalli come mezzo di spostamento e di razzia. Considerato simbolo dell´animalità, il centauro era ritenuto eretico e nel medioevo contrapposto al nobile cavaliere. Anche per il centauro si ritrova, quindi, un simbolismo duplice: espressione di istinti animali e personaggio sapiente, come Chirone, che istruì Achille, Giasone, Esculapio, Teseo e Diomede all´uso delle piante medicinali. Ferito per errore da Ercole con una freccia avvelenata, il centauro rinunciò alla sua immortalità a favore di Prometeo e fu accolto in cielo come costellazione zodiacale, il sagittario, rappresentato per l´appunto da un centauro arciere.Molto noto nel medioevo, l’unicorno (o liocorno) è raffigurato come un cavallo bianco con un corno a spirale sulla fronte dotato di proprietà magiche e terapeutiche. Non mancano, comunque, nella iconografia classica, immagini di unicorni con il corpo di cervo, anziché di equino. Nella simbologia l’unicorno rappresenta la purezza, la forza e la castità: le leggende medievali riportano che l’unicorno poteva essere catturato solo da una donna vergine, da qui l’accostamento con Gesù Cristo. In molte fiabe i cavalli parlano con voci umane, consigliano le persone, hanno capacità divinatorie e magiche, svolgono quindi un ruolo di "sapiente".Già raffigurato nei disegni rupestri dell´uomo preistorico insieme ad altri animali, anche durante l´affermazione del cristianesimo il cavallo ebbe un simbolismo duplice: se da un lato esso era considerato l´emblema della superbia e della lussuria, dall´altra i quattro cavalieri dell´Apocalisse erano raffigurati a cavallo e tra essi spiccava il Christus triumphator che montava un cavallo bianco. Non a caso, i cavalieri della storia cristiana, come San Giorgio che uccide il drago, San Martino che divide in due parti il suo mantello per donarne una ad un povero infreddolito, sono raffigurati a cavallo, prova evidente del simbolismo positivo dell´animale e di un suo stretto abbinamento con il cavaliere, con cui forma un unico binomio. Non va dimenticato che in una miniatura del secolo X, l´evangelista Marco è stato ritratto con la testa di un cavallo.Un altro animale mitico è l´ippogrifo, nome derivato dalle parole greche hippos (cavallo) e grypòs (grifone). L´ippogrifo nasce dall´incrocio tra un cavallo ed un grifone, con testa e ali di aquila, zampe anteriori e petto da leone ed il resto del corpo da cavallo. Secondo altre versioni, le zampe anteriori sarebbero sostituite da artigli d´aquila.Ludovico Ariosto lo inserì per la prima volta nell´Orlando Furioso, in cui tra le altre avventure, Astolfo lo cavalca fino alla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando. Nei racconti medievali l´ippogrifo è un animale che accompagna un mago o un cavaliere.(nella foto: Ruggiero sull´ippogrifo libera Angelica, Ingres, 1819)



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