L'Unire
L'Unione per l'Incremento delle Razze Equine (Unire) fu fondata nel 1932 come ente morale costituito presso il ministero dell'Agricoltura e delle Foreste.
Gli anni trenta del secolo scorso videro una generale riorganizzazione della disciplina in ambito tecnico-sportivo, ma non altrettanto nel campo dell'allevamento, che manifestava una scarsa rilevanza in termini di produzione e di mercato.
Nel 1942, con la "legge Mangelli" del 24 marzo, venne esclusivamente riservata all'Unire, che già dalla sua fondazione si configurava come il supremo organo di direzione e controllo di tutta l'ippica italiana, «la facoltà di esercitare totalizzatori e scommesse al libro per le corse dei cavalli». Questa legge, confermata nei suoi tratti sostanziali nel 1947, assicurò un costante flusso di denaro a favore dell'intero settore, soprattutto a partire dal 1948, anno in cui viene introdotto il Totip, gestito dalla Sisal.
Nel giugno 1971 fu redatto un nuovo statuto che pose le basi per il rilancio del movimento ippico italiano, delineando con precisione le competenze proprie dell'Unire, di cui estendeva l'area di azione e influenza.
Nel 1996 la legge 662 decretò che «l'organizzazione e la gestione dei giochi e delle scommesse relative alle corse dei cavalli [...] sono riservate ai Ministeri delle finanze e delle risorse agricole, alimentari e forestali», attribuendo all'Unire la sola cura dei proprio fini istituzionali. Tre anni dopo fu varato un nuovo statuto, con l'obiettivo di creare una struttura moderna in grado di rispondere alle richieste degli utenti e alle esigenze di mercato, anche per quanto riguarda il settore dell'allevamento, a cui l'Unire ha dedicato in questi ultimi anni sempre maggiore attenzione. Sicuramente il rilancio dell'ippica italiana passa anche attraverso i grandi campioni: Rakti nel galoppo e Varenne nel trotto sono solo due esempi di come straordinarie performances possano sollevare la popolarità della disciplina ai massimi livelli.